Lunedì 18 giugno 2007 ore 13-15
davanti al Rettorato dell'Università di Bologna- Via Zamboni 33
Adriano, lavoratore precario, a contratto co.co.co, di 49
anni, ha avuto un incidente mentre lavorava in un laboratorio
dell'Università di Bologna. Le cause e le responsabilità sono
ancora da accertare e in attesa degli esiti dell'inchiesta della magistratura
e delle indagini interne, non è possibile esprimere valutazioni specifiche,
che si presterebbero a speculazioni. Tuttavia un fatto è certo, per quanto
può, tristemente, valere: Adriano è un lavoratore precario. E
in Italia si investe pochissimo sulla ricerca, sul personale e sulla sicurezza
nella ricerca.
Questa manifestazione è di solidarietà per Adriano. Ma non solo. Quello che è accaduto ad Adriano è la spia di una situazione più generale che intendiamo denunciare, che non riguarda solo Bologna.
E' dimostrato che esiste una relazione chiara tra condizione di lavoro precaria e rischi di sicurezza sul lavoro: da una recente indagine di Eurispes - Ispesl emerge che i tassi di mortalità e di infortunio tra i lavoratori precari sono almeno due, tre volte superiori rispetto a quello dei lavoratori subordinati.
Anche nelle università e negli enti di ricerca la situazione è
analoga, anche se ovviamente non è drammatica come in altri settori
(es. edilizia). La gran parte di coloro che affollano i laboratori di ricerca
sono tecnici e ricercatori precari – dottorandi, assegnisti, post-doc,
borsisti e contrattisti vari. Chi è precario passa solitamente molte
più ore nei laboratori di chi precario non è, a volte è
meno esperto perché lavora da meno tempo nelle strutture. Soprattutto
riceve molte più pressioni sicologiche per portare a termine il proprio
lavoro. E questo può porlo-a in una situazione di maggiore rischio. Inoltre,
in tanti casi non ha copertura assicurativa.
Al contempo, è tristemente noto che spesso i laboratori e le strutture di molti atenei non sono a norma, che la sicurezza viene demandata ai singoli, che non vengono organizzati corsi per la sicurezza sul lavoro, che non vengono effettuati controlli.
Chiediamo:
- indagini sullo stato dei laboratori negli atenei e negli enti di ricerca;
- finanziamenti affinché l'università si adegui alle norme di
sicurezza e agli standard europei sulla sicurezza;
- formazione e informazione per i ricercatori precari;
- copertura assicurativa per tutti;
- assunzioni per i ricercatori e i tecnici precari.
E' un ricatto inaccettabile imporci di lavorare anche quando il buon senso e la legge ce lo dovrebbe impedire. Non vogliamo lavorare in condizioni pericolose per la nostra salute e per quella dei nostri colleghi. Chiediamo a tutti coloro che lavorano in università e negli enti di ricerca - precari e strutturati, tecnici, ricercatori e docenti, tecnici amministrativi - che si uniscano a noi per chiedere assunzioni e tutele per i precari e finanziamenti per migliorare le condizioni di lavoro nell'Università e negli enti. La sicurezza non è un optional. E' un diritto di tutti.
Rete nazionale ricercatori precari. www.ricercatoriprecari.org
per adesioni: bologna@ricercatoriprecari.org
Rete nazionale ricercatori precari
PRECAREA - precari CNR e INAF dell'Area di Bologna
www.ricercatoriprecari.org
http://precaridellaricerca.wordpress.com
http://precarea.bo.cnr.it/
Altre adesioni (in ordine alfabetico):
Associazione Primo Moroni - Associazione Sinistra Critica-Bologna - collettivo C38 - collettivo universitario EsPRèsS / Esistenze Precarie Resistenza Sociale - Confederazione Cobas - CTRL-shift-Bologna - Firenze precaria - Partito Comunista dei Lavoratori, Bologna - Rdb-Cub Bologna - Rdb pubblico impiego - Rifondazione Comunista-Bologna: Dipartimento Lavoro - Vag61, Officina dei media indipendenti -