COMUNICATO STAMPA - Bologna, 17 luglio 2008

Rifondare l'università senza fondazioni

Il nodo di Bologna della Rete Nazionale Ricercatori Precari si associa a tutti coloro che hanno manifestato sconcerto e preoccupazione nei
confronti del Decreto Legge n. 112 del 25.6.2008.

Tuttavia la rnrp-bo non può non notare ancora una volta la scarsa attenzione, almeno a livello locale, nei confronti dei precari
dell'Università
. Questi lavoratori fantasma non vengono quasi mai citati nei documenti ufficiali pubblicati che invece descrivono con dovizia di
particolari le conseguenze del D.L. 112 sulle tasche dei docenti. Al contrario, manca totalmente un’analisi approfondita sugli effetti che
questo ddl avrà sui ricercatori con contratti precari. Ma è proprio quando si permette che ci siano persone senza diritti che si apre la
strada all'erosione dei diritti di tutti.

La rnrp-bo si è sempre mossa a difesa di una Università come luogo di produzione e riproduzione di un sapere indipendente e accessibile a
tutta la società civile
. Per questo motivo ci dichiariamo assolutamente contrari alla trasformazione delle Università pubbliche in fondazioni.

Da un lato, data la scarsità di fondi di disponibili e l’inesistenza in Italia di una vera competizione fra strutture di ricerca, la
trasformazione delle università in fondazioni non farebbe che introdurre criteri di spartizione degli scarsi fondi statali che dubitiamo
fortemente saranno improntati alla tanto ventilata “meritocrazia”
.

Dall’altro, la trasformazione di una pubblica istituzione in una di diritto privato, la fondazione appunto, aggraverebbe (o forse
risolverebbe del tutto) il problema del precariato
in quanto tutti i rapporti di lavoro sarebbero regolati secondo la normativa che
disciplina la prestazione d'opera per un ente privato, che per come si configurano oggi tali fondazioni - prive di finanziamenti, se si
escludono le scarse e in prospettiva sempre più scarse risorse pubbliche -, non possono essere che in rapporto parasubordinato.

L'Università italiana va rifondata, ma NON CON LE FONDAZIONI, GRAZIE.

Rete nazionale ricercatori precari – nodo di Bologna