17 ottobre 2008 (sul comunicato del senato accademico, che si può leggere qui)
Indietro non si torna - Dalle facoltà in rivolta!
Non abbiamo paura della crisi dell'università perché ne stiamo
costruendo un'altra.
siamo parte di un movimento nazionale che nelle strade e nelle facoltà
si sta opponendo dal basso all'offensiva della coppia gelmini-tremonti.
Anche a Bologna dalle nostre aule e dalle nostre facoltà occupate siamo
riusciti a far schierare consigli di dipartimento, di facoltà, cda e
senato accademico in merito alla riforma.
Il senato accademico, invece di prendere posizione contro la 133, preferisce
scatenare una guerra tra atenei per accaparrarsi le ultime briciole dei finanziamenti
pubblici.
Non chiede infatti l'annullamento dei tagli e del blocco del turn-over, così
come non prende posizione contro la possibilità di trasformare l'università
pubblica in fondazioni private; ma esige una differenziazione tra università
virtuose e non, che individualmente contrattano ateneo per ateneo le misure
e i tagli da applicare.
L'assunto di fondo e' che esistano e debbano esistere università autoproclamatesi
di serie A, come l'”eccellente” ateneo bolognese, e università
di serie B.
Dietro questa retorica pseudo-meritocratica dell' AQUIS non c'e' alcuna visione
strategica del futuro dell'università pubblica e del sistema della formazione
di questo paese. al contrario, si perseguono forme di sapere totalmente asservite
a logiche di tipo tecnocratico e privatistico che mascherano le vecchie linee
di potere baronale e feudale.
Il 21 si riunisce nuovamente il senato accademico dell'alma mater e noi saremo
li per assediare il rettorato e dire la nostra;
Noi ci opponiamo a queste leggi che demoliscono la formazione pubblica e non
possiamo accettare la linea di compiacenza portata avanti dal rettore Calzolar.i
Il movimento degli studenti e ricercatori ribadisce invece la propria volontà
di costruire un'università altra, fondata sull'autonomia della ricerca
e della formazione.
già stiamo sperimentando nelle pratiche di autogestione, nei laboratori
di autoformazione, nella riappropriazione di tempi e spazi un'altra università.
Rifiutiamo il sapere imposto che ci vuole precari e disciplinati: siamo una
generazione senza diritti e senza welfare.
Vogliamo una atro presente ed un altro futuro!
Lo stiamo costruendo a partire dalla nostre lotte.
Per questo d'ora in poi andremo avanti in autonomia, senza più aspettarci né chiedere riconoscimento a nessuno; costruiamo la nostra legittimità a partire dalla nostre pratiche che vivono nella ripresa delle facoltà delle strade e delle piazze!
Assemblea di ateneo NO-GELMINI studenti* e ricercator* precar*.
Assemblea autoconvocata di Scienze Politiche
Rete Nazionale Ricercatori Precari - nodo di Bologna