Oggi ricercatrici e ricercatori e precari della RNRP - nodo di Bologna, del
CNR e dell'INAF e studentesse e studenti universitari della Rete Universitaria
sono intervenute/i durante il convegno 'Il Futuro è nella Ricerca Industriale'
per protestare contro la politica sulla ricerca del governo Prodi. I ricercatori,
vestiti con giubbotti arancioni catarifrangenti, hanno denunciato la situazione
critica della ricerca pubblica (La ricerca in panne. E adesso rottamateci).
E' stata data lettura (concordata con gli organizzatori) del comunicato che
segue. In attachment il volantino distribuito.
Al momento della presa di parola del ministro Bersani i membri della RNRP e
gli studenti presenti sono usciti pronunciando lo slogan "Fondi alla ricerca.
Stop precarietà. Fuori l'industria dall'università".
Denunciamo l'atteggiamento intimidatorio delle forze di polizia, comparse numerose
durante l'iniziativa, che hanno identificato alcuni manifestanti, ricercatrici
e ricercatori regolarmente iscritti al convegno, tra cui la persona che aveva
letto il comunicato.
Quale futuro per la Ricerca Pubblica ?
"... L'Unione vuole assecondare e governare questi processi legati alla
priorità della conoscenza, affermandone innanzitutto la natura di bene
comune non mercificabile, di fondamento stesso della cittadinanza
democratica. ..." (Programma dellUnione, pag. 235)
Nonostante le intenzioni annunciate dal programma, il Governo Prodi in questi
primi 8 mesi di attività non ha attuato alcun significativo segno di
inversione di tendenza rispetto al governo precedente nei settori dell'università
e della ricerca. Infatti nella Legge Finanziaria, attualmente in fase di approvazione,
non vengono affrontati in modo significativo ne' la situazione di difficoltà
di sopravvivenza delle Universita' e degli Enti di Ricerca Scientifica ne' tantomeno
in modo strutturale e programmato la questione del precariato. Il problema non
e' o non e' solamente di natura economica. E' prima di tutto una questione di
scelte politiche.
Siamo qui, ricercatrici e ricercatori, precari e non, dell'università
e degli enti di ricerca, studentesse e studenti delluniversità in occasione
della partecipazione del ministro Bersani all'incontro "Il futuro e' nella
ricerca industriale" organizzato dalla Regione Emilia-Romagna e dal consorzio
Aster, presso l'Area della Ricerca del CNR di Bologna per manifestare il nostro
profondo dissenso per la politica della ricerca messa in atto finora dal governo
Prodi.
Come si evince dalla tabella elaborata dal noto fisico Giorgio Parisi (aggiornata al 13/11/2006), in Finanziaria vengono destinati 750 milioni di euro alla ricerca industriale (dei quali solo 300 per credito dimposta alle imprese), mentre la grave situazione in cui versano università ed enti di ricerca viene addirittura peggiorata.
Siamo qui per dire che occorre fare una scelta politica per investire DAVVERO
nella conoscenza e
nella ricerca, siamo qui per dire che il futuro non sta, innanzittutto, nella
ricerca industriale cosi
come vorrebbe la politica regionale, ma sta nella conoscenza come patrimonio
di una comunità.
Sta nella promozione di una diversa visione del rapporto tra ricercatori e cittadini,
basata
sull'esercizio di una ricerca disinteressata e indipendente, in grado di dimostrare
la propria
competenza e proporre soluzioni utili che consentano alla società civile
di crescere in sapere e
consapevolezza.
Sta nell'intendere l'istruzione come educazione e come scambio, non come formazione
finalizzata
al mercato (si veda la riforma 3+2).
Sta nel risolvere il problema dei 60.000 ricercatori precari della ricerca e
della didattica, da cui
dipendono le sorti di un'Università e di Enti di Ricerca oramai molto
invecchiati per croniche
mancanze di investimenti efficienti in questo settore e di programmazione.
Lavoratori Precari CNR e INAF - Area di Ricerca di Bologna, Rete Nazionale Ricercatori
Precari
Nodo di Bologna, CTRL-shift Coordinamento tra ricerca e libert Coordinamento
Ricercatori
Bologna, Rete Universitaria Bologna, Casseur, Collettivo C38.