Comunicato stampa –
Presidio a Bologna il 14 giugno 2005 contro il DDL Moratti

Il CBRU, la RNRP-nodo di Bologna e l’ADI-Bo, in concomitanza con il presidio a Roma davanti a Montecitorio indetto dalle associazioni della docenza universitaria nel giorno di inizio della discussione del provvedimento alla Camera dei Deputati, cui aderisce anche la Rete Nazionale Ricercatori Precari, promuovono a Bologna un presidio di protesta contro il DDL Moratti.
L’appuntamento e’ in via Zamboni 33 alle ore 11. Questa ennesima versione del DDL Moratti vorrebbe porre in esaurimento la figura del ricercatore a tempo indeterminato, che verrebbe sostituita dalla precarizzazione istituzionalizzata della figura dei ricercatori.

Piu’ specificamente, questa versione del DDL:
a. incrementa in forma massiccia il precariato scientifico. Attraverso la precarizzazione ulteriore del lavoro scientifico il DDL mina alla base le condizioni di libertà, analisi critica e cooperazione necessarie alla produzione di saperi innovativi, rinsaldando le barriere sociali all'accesso ai saperi e precludendo lo sviluppo plurale della conoscenza.

b. demanda tutta la contrattazione a livello locale, delle singole universita’: es. il trattamento economico per i due tipi di contratti precari e’ determinato dalle singole universita’ nei limiti della compatibilita’ di bilancio. E’ facile prevedere che si creeranno cosi’ universita’ di serie A e di serie B.

c. gerarchizza ulteriormente il sistema universitario, introducendo forme di valutazione periodiche per i docenti condotte – questo l’aspetto piu’ grave - dal personale di fascia superiore della stessa universita’, con le facili ricadute in termini di “ricattabilita’”che si possono prevedere. Paventa inoltre il rischio di collocamento a riposo (cosa senza precedenti nel pubblico impiego!!).

Piu’ in generale, il disegno Moratti spaccia il precariato scientifico per flessibilità, un'operazione di distruzione e privatizzazione del patrimonio pubblico di sapere scientifico per modernizzazione. Pretende inoltre di far passare lo scadimento delle relazioni di lavoro e dei metodi di selezione del personale di ruolo, che da questa legge deriverebbe, come un'azione di scalzamento di logiche poco meritorie, che al contrario possono essere combattute solo attraverso un sistema di reclutamento trasparente, adeguatamente finanziato, dopo un periodo di formazione - di durata ragionevole e non indefinita come di fatto è già oggi - in cui siano garantiti i fondamentali diritti sociali.

Per questa ragione precarie e precari, ricercatrici e ricercatori, studenti e studentesse, docenti, vestiti da fantasmi, protesteranno per la prossima sparizione del ruolo dei ricercatori e per l’aumento indiscriminato di figure precarie che si determinera’ in caso passi questo DDL.
E, insieme alle ricercatrici e ai ricercatori precari romani, invocheranno San Precario perche’ ci protegga in questo giorno grave per il futuro nostro e dell’universita’ tutta.

Coordinamento Bolognese Ricercatori Universitari
Rete Nazionale Ricercatori Precari – nodo di Bologna
Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani – ADI Bologna