Oggi, 30 giugno 2005 alcuni rappresentanti della Rete Nazionale dei Ricercatori
Precari sono stati ascoltati dai Senati Accademici delle Università di
Roma e di Bologna riuniti in seduta straordinaria per esaminare il Disegno di
legge Delega del Ministro dell’Istruzione dell’Università
e della Ricerca Letizia Moratti, in discussione in questi giorno al Senato.
Sedute straordinarie si sono infatti tenute contemporaneamente in tutta Italia
in occasione Giornata Nazionale dell'Università indetta dalle Organizzazioni
sindacali e le Associazioni rappresentative della docenza «in preparazione
di pesanti iniziative di mobilitazione».
Nelle audizioni i rappresentanti della Rete Nazionale dei Ricercatori Precari
hanno riportato le informazioni provenienti dal Parlamento che danno il passaggio
in aula del Senato, con relativa approvazione, del Disegno di Legge previsto
intorno al 20 luglio prossimo e perciò hanno proposto di attuare immediatamente
iniziative di protesta che prevedessero la sospensione dell'attività
didattica negli atenei italiani. Forme di protesta già attuate nei giorni
precedenti, per esempio nella Facoltà di Scienze umanistiche del'Università
di Roma “La Sapienza”. I portavoce della Rete Nazionale dei Ricercatori
Precari hanno inoltre ricordato ai membri dei Senati Accademici che i precari
e le precarie della ricerca stavano prendendo la parola nei Senati Accademici
straordinari di altre Università e che quindi questa sarebbe stata l'occasione
per rompere gli indugi e creare un fronte comune che veda la partecipazione
di tutti quei settori dell’Università italiana - dai precari ai
Rettori, passando per gli studenti - che da più di un anno si esprimono
più o meno apertamente contro il ddL Moratti.
Il Rettore Calzolari e il Senato Accademico dell'Università di Bologna
hanno ribadito la netta opposizione della Crui all'impianto del DDL n. 4735.
Il Senato Accademico di Bologna ha infatti fatto proprio il comunicato della
Conferenza dei Rettori del 23 giugno scorso che giudicava «devastante»
l’approvazione del provvedimento, aggiungendo l’auspicio che le
università adottino iniziative di protesta più incisive al fine
di bloccare il suo iter parlamentare. Il Rettore dell"Alma Mater"
si è anche detto disposto, di fronte ai membri del Senato Accademico
ed alla stampa, a partecipare ad una manifestazione di piazza da tenersi a Roma
in Piazza Montecitorio, insieme ai Presidi di Facoltà ed al corpo docente
bolognese.
Anche il Senato Accademico dell’Università di Roma “La Sapienza”
ha approvato una mozione che chiede il ritiro del DDL Moratti perché
ritenuto ormai inemendabile e propone la convocazione di un'Assemblea d'Ateneo
in cui l'intera "Sapienza" discuta delle forme di mobilitazione più
opportune per contrastare l’approvazione di questo provvedimento. Inoltre,
il Rettore Guarini è stato incaricato dal Senato Accademico di farsi
promotore un incontro dei Rettori delle tre università pubbliche romane
per coordinare le proteste a livello cittadino.
La Rete Nazionale dei Ricercatori Precari giudica in modo positivo quanto accaduto
oggi, in particolare perché:
1. Per la prima volta i ricercatori precari sono stati ascoltati e invitati
nei massimi luoghi di autogoverno e rappresentanza degli atenei nei quali lavorano
da anni privi di elementari diritti e tutele. Un avvenimento che lascia sperare
nella progressiva e strutturata previsione di rappresentanze adeguate per dei
lavoratori di cui non solo l’università italiana non conosce la
consistenza, ma ai quali non riconosce alcun diritto di rappresentanza, lasciandoli
nella completa invisibilità.
2. La presenza delle precarie e dei precari della ricerca nell'odierna seduta
dei Senati Accademici delle Università italiane ha rappresentato l’occasione
e lo stimolo perché alcuni dei Senatori presenti esprimessero la loro
opinione sulla questione posta dalla presenza di un intera generazione di giovani
ricercatori che svolgono attività didattiche e di ricerca scientifica
in condizione di assoluta precarietà.
3. Questi consessi hanno espresso o ribadito una chiara presa di posizione per
il ritiro del ddl Moratti.
Conclusioni che - spiega Nora Precisa, portavoce nazionale della Rete dei Ricercatori
Precari - «lasciano ben sperare circa il riconoscimento del ruolo portante
che le ricercatrici ed i ricercatori precari hanno all'interno dell'attuale
sistema universitario italiano e di affermazione e valorizzazione di diritti
e garanzie che questa categoria di lavoratori vede da troppo tempo negati, oltre
che del possibile inizio di momenti di lotta all'interno delle università
più adeguati all'opposizione ad una legge che ne metterebbe a rischio
il futuro».
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Roma, 30 giugno 2005