Bologna, piazza Verdi, 15 novembre 2006

Racconto di storie di ordinaria precarietà
VOCE AGLI INVISIBILI


parlano student*, dottorande-i, ricercator@ precar@, ricercator*
parlano coloro che non hanno voce.

Siamo mascherati e invisibili perché questa è la condizione degli studenti, dei ricercatori precari, di tanti di noi.

Siamo mascherati perché non vogliamo raccontare la storia di uno o una di noi ma raccontare storie paradigmatiche, storie di ordinaria follia. Di ordinaria precarietà.

La storia di studenti che ricevono crediti formativi per stare in portineria, di precari che devono scrivere per altri, di docenti a contratto il cui contratto viene firmato solo dopo che hanno finito di insegnare.

Storie di tante e tanti, in questo ateneo come in altri. Storie di qui e ora. Storie dell’eccellente ateneo di Bologna.

Eccole, le nostre storie.

Cartelli

1. prof a contratto senza contratto
Sono un prof a contratto. In realtà il mio contratto verrà firmato dopo che avrò finito il corso. Potevano chiamarmi prof senza contratto. Senza contratto è bello: ti pagano meno, sei sicuro sul luogo di lavoro. E muori prima. Sono povero, aiutatemi.
Questo accade nell’eccellente ateneo di Bologna

2. dottoranda senza borsa né barone
Ho vinto il dottorato senza borsa. Voglio andare all’estero e ai convegni, come gli altri. Ma devo andare a piedi. Sono in cerca di qualcuno che mi tenga al guinzaglio e magari mi dia un calcio in culo ogni tanto. Speriamo siano solo calci.
Questo accade nell’eccellente ateneo di Bologna

3. precario ghost writer, ovvero che firma sotto falso nome
Sono un ghost writer. La mia baronessa apprezza molto come scrivo. E’ bello scrivere per gli altri, mi sento buono. Sono povero, aiutatemi.
Questo accade nell’eccellente ateneo di Bologna

4. studente portinaio a credito (formativo)
Ho pagato le tasse. Mi sto formando. Qui in portineria imparo un sacco di cose. Guadagno pure dei crediti (formativi). Soldi no. Sono povero, aiutatemi. Scienze della comunicazione, Bologna.
Questo accade nell’eccellente ateneo di Bologna

5. ricercatore non confermato in cerca di conferma
Confermatemi che è vero. Mussi mi ha fatto vincere un posto all’università. E’ il lavoro che ho sempre sognato. Peccato che non mi occupi di biomassa. Altrimenti questa università sarebbe il posto ideale per me.
Questo accade nell’eccellente ateneo di Bologna

6. Dottoranda creativa ma assolutamente non procreativa
Crescere un figlio o far crescere un’idea? Ho dovuto scegliere.
Ma sono felice perché così non pago i soldi del nido.
E poi un figlio è per tutta la vita. Le idee invece possono cambiare.
Questo accade nell’eccellente ateneo di Bologna

7. precario direttamente in pensione
L’università è una via privilegiata per la pensione. Se ci fosse la pensione. Quale pensione. Sono per il reddito sociale per i precari. Quale reddito.
Questo accade nell’eccellente ateneo di Bologna

8. Ricercatore precario con scarpe bucate.
Insieme ai miei colleghi stiamo ricercando. La ricerca è continua. Treni che costano meno, convegni a iscrizione gratuita, cinema gratis. Mensa della Caritas. Occasionalmente ponti. Bella la ricerca.
Questo accade nell’eccellente ateneo di Bologna

9. Ricercatore dipendente dall’ordinario che non ricerca
Ho iniziato ricercando. Continuo a ricercare. Sto disperatamente ricercando per capire come ha fatto a diventare ordinario. Quel cretino. Mi sorge un dubbio: ma come funzionano i concorsi universitari?

10. barone in cerca di caffè
Sono un barone.
Con tutti questi precari non si può avere almeno un caffè?
Questo accade nell’eccellente ateneo di Bologna