Cara ricercatrice, caro ricercatore,

come probabilmente già saprai l'università sta mandando le risposte (raccomandata a.r.) a quelli che hanno fatto l'istanza di regolarizzazione. La
lettera recita:

"gentile dottore, in riscontro alla sua istanza del ... le segnalo che la norma della legge 296/2006 da lei citata si riferisce a particolari categorie di dipendenti della
P.A. nelle quali non rientra il personale universitario. Inoltre la norma trova applicazione solo per i contratti di lavoro subordinato e non per le collaborazioni coordinate e continuative e/o per le attività formative nelle quali rientrano l'assegno di ricerca e il dottorato di ricerca. Per i motivi sopra elencati la sua istanza non può essere accolta.
Gli uffici restano comunque a sua disposizione per ulteriori chiarimenti." firmata dal direttore amministrativo Ersilia Barbieri.
E' curioso che gli uffici amministrativi, che da mesi non ci forniscono le informazioni che abbiamo chiesto e richiesto, siano stati così veloci
nell'evadere queste pratiche! Ti scriviamo comunque questa lettera per invitarti a non demordere.

Il parere di una giurista del lavoro che fa parte della rete nazionale ricercatori precari dice che “Tali risposte sono del tutto legittime, seppur
non vincolanti: gli uffici possono esprimere un parere sulla richiesta, ma alla fine è il giudice che deve decidere.” A seguito di tale risposta, si può pensare
di raccogliere tutte le richieste e promuovere promuovere un'azione legale collettiva di più persone.Tutto questo verra' organizzato di concerto in piu'
città.

Qui a Bologna, nei prossimi giorni organizzeremo una conferenza stampa cui inviteremo i sindacati (FLC, rdb, cobas), per rendere pubblica questa
situazione ed annunciare le nostre prossime iniziative.

Prevediamo di lanciare momenti di mobilitazione locale (Bologna) e nazionale (a Roma) per denunciare quanto poco si è fatto e si sta facendo per coloro che
lavorano come precari-e nell'università e nella ricerca. Lanceremo queste mobilitazioni per ottenere dal governo assunzioni subito e negli anni a venire
sufficienti per rilanciare l'università e la ricerca, un netto aumento dei finanziamenti pubblici in questo settore e regole trasparenti che garantiscano
autonomia a chi lavora nella ricerca.

Quindi chi ha già inviato la sua istanza non si preoccupi della risposta che riceverà dall'Ateneo, chi non l'ha ancora fatto lo faccia al più presto.

Ti terremo informata-o.

Grazie e a presto
Rete Nazionale Ricercatori Precari – nodo di Bologna.

www.ricercatoriprecari.org/bologna