Al Magnifico Rettore
Ai membri del Senato Accademico
Ai Consiglieri di Amministrazione

Magnifico Rettore, membri del Senato, membri del CdA,
dopo anni di discussione sulla riforma dello Statuto, la relazione rilasciata dalla Commissione Canestrari rappresenta un momento chiave per discutere, nero su bianco, dell’innovazione degli strumenti di governance di questo Ateneo.

Nel documento, e in questa discussione, sono fino ad ora rimasti assenti i fantasmi di questa Università, che noi vogliamo chiamare “personale di ricerca non strutturato”.
Tutti i membri del Senato sanno benissimo che, a fronte di circa 3.000 unità di personale strutturato, questo Ateneo conta un numero di non strutturati stimato tra le 3.000 e le 6.000 persone.
Anche nella dimensione più conservativa, appare evidente come sia distribuito il contributo intellettuale, tecnico e scientifico alla ricerca condotta a Bologna.
Professori e Ricercatori sanno bene che proprio su questa forza intellettuale maggioritaria in Università sono distribuiti compiti vitali nella conduzione quotidiana di studi e laboratori, nel tutoraggio degli Studenti, nella preparazione e nell’assistenza all’attività didattica; un quadro che rende il personale di ricerca non strutturato un elemento vitale della trasmissione del sapere e spesso il vero protagonista di quel legame inscindibile tra ricerca e didattica che caratterizza l’Università.

Questo quadro chiaro nei numeri e nella realtà però appare un paradosso se guardiamo le strutture di governo dell’Ateneo.
Nella situazione attuale, con una piccola eccezione per i dottorandi, non esiste alcuna possibilità da parte della maggior parte delle persone che fanno ricerca a Bologna di partecipare ad alcun processo decisionale, né sulle linee e gli indirizzi di ricerca, né sugli aspetti economici e finanziari, né sul raccordo tra ricerca e didattica.

Ecco perché ci consideriamo una componente viva e vitale ma che improvvisamente diventa un fantasma nella vita dell’Ateneo.
La relazione della Commissione Canestrari non fa alcun passo avanti in questa direzione, e crediamo che invece sia maturo il momento per una sensibile inversione di tendenza.

Rivendichiamo il nostro diritto a partecipare alla discussione sulla revisione dello Statuto, e il nostro diritto ad essere rappresentati in tutti gli organi di governo come definiti nel nuovo Statuto.
In particolare avanziamo le seguenti proposte:
1. Senato Accademico: 5 rappresentanti eletti tra tutto il personale di ricerca non strutturato (dottorandi, assegnisti, contrattisti, borsisti e tutte le altre forme contrattuali con mansioni di ricerca o formazione alla ricerca)
2. Consiglio di Amministrazione: 2 rappresentanti del personale di ricerca non strutturato
3. Commissione Ricerca e Commissione Didattica di Ateneo: 2 rappresentanti del personale di ricerca non strutturato in ciascuna commissione, nominati fra i rappresentanti eletti in Senato
4. Consigli di Dipartimento: 5 rappresentanti del personale di ricerca non strutturato appartenente a gruppi di ricerca afferenti al dipartimento
5. Consigli di Facoltà: 5 rappresentanti del personale di ricerca non strutturato che svolga attività di tutoraggio, o sia titolare di attività di laboratorio o moduli didattici
6. Elettorato attivo per il Rettore: vengono inclusi nell’elettorato attivo tutti i rappresentanti del personale di ricerca non strutturato eletti negli organi accademici (Senato, CdA, Dipartimenti, Facoltà).

Stiamo discutendo anche un contributo più sostanziale alle proposte per la revisione dello Statuto, che invieremo a tutti gli organi interessati.

Desideriamo che il percorso di revisione, che ha come parole chiave “governance” e “innovazione”, dimostri di essere veramente capace di pensare al futuro, includendo in questo processo quella componente vasta dell’Ateneo che ne rappresenta ogni giorno vitalità, creatività e potenziale di ricerca.

I piu cordiali saluti,

Bologna, 6 luglio 2008

Rete Nazionale dei Ricercatori Precari – Nodo di Bologna