Manifesto, 28 settembre 2007
«Noi precari esclusi pronti a votare no»
Quest'estate il governo Prodi ed i sindacati (Cgil, Cisl e Uil) hanno sottoscritto
un accordo su pensioni e mercato del lavoro che sottoporranno ai lavoratori,
che lo dovranno approvare in una consultazione nei posti di lavoro l'8-9-10
ottobre. L'accordo viene presentato da tutti, governo, sindacati ed anche da
Confindustria, come il migliore possibile per garantire un futuro ai pensionati
e soprattutto ai giovani.
Tutto sembra procedere per il meglio, ma da subito emergono non solo le perplessità
di circostanza ma tutte le gravi insufficienze dell'accordo: non cancella ma
diluisce soltanto lo «scalone» di Maroni, conferma sostanzialmente
la Legge 30 e quindi il futuro di precarietà per milioni di giovani (e
meno giovani). Non solo: penalizza le lavoratrici ed i lavoratori, facendoli
lavorare più a lungo, rende una beffa il miglior trattamento per i lavori
usuranti limitandolo a 5000 lavoratori l'anno, introduce una sorta di scala
mobile al contrario tagliando i coefficienti, riduce i contributi per gli straordinari,
permette che i contratti a termine durino oltre i 36 mesi, rendendo il destino
precario per milioni di giovani per i quali, inoltre, il limite del 60% delle
pensioni più basse è solo un'ipotesi allo studio. Ma che bel futuro
che ci hanno disegnato!
Per questi motivi questo accordo è stato immediatamente condannato da
tutto il sindacalismo di base, dai centri sociali e da tutti coloro che da anni
si battono contro la precarietà. Anche la discussione nella Cgil porta
la Fiom ad annunciare la propria contrarietà. Un no secco, che potrà
avere anche conseguenze sulla consultazione.
Da Montezemolo agli esponenti del partito democratico, passando per i sindacati,
un fiume di insulti e di accuse di irresponsabilità per una componente
sindacale, la Fiom appunto, che si rifiuta semplicemente di sottoscrivere un
accordo che penalizza le lavoratrici e i lavoratori, soprattutto quelli precari
e precarie, i disoccupati, i migranti e le migranti, gli studenti e tutti i
nuovi lavoratori della conoscenza, della cultura, dello spettacolo, ma anche
tutto il mondo della parasubordinazione che è completamente escluso dalle
misure previste dall'accordo.
Guarda caso infatti sono proprio questi i soggetti esclusi dalla consultazione
dei sindacati confederali a cui invece possono per paradosso partecipare milioni
di pensionati dal futuro «garantito». Si legittima così l'accordo
senza nulla chiedere a quelli che ne sono più coinvolti. E' una ferita
alla democrazia e alla rappresentanza delle organizzazioni sindacali, sociali
e politiche. Una nuova frattura, dopo le molte aperte in questo anno di governo,
sulla base di Vicenza, sulla guerra, i diritti civili per le persone glbtq,
il tema del securitarismo: troppe, per chi ancora una volta deve sentirsi escluso
dalla partecipazione democratica. Troppe per chi pensa che nessuno ha il diritto
di decidere escludendo e recintando. Troppe per una generazione di studenti
e precari a cui è stato letteralmente rubato il futuro. Non ci vogliono
far contare ma non siamo dei fantasmi e vogliamo farci sentire.
Siamo movimenti, sindacati di base, centri sociali, precari, migranti, senza
casa, studenti, lavavetri, writers e senza diritti: dobbiamo trovare il coraggio
di alzare la voce e di unirci ai guastafeste della Fiom. Dovremmo farlo con
assemblee, azioni di denuncia della nostra condizione di precarietà ma
soprattutto urlando il nostro no nella consultazione sull'accordo, e anche organizzandoci
per andare a votare e per far votare laddove veniamo sfruttati, nei territori,
nei Municipi, nei centri sociali, nelle scuole e nelle università, per
le strade.
Organizziamo questa partecipazione dal basso partendo da noi ma con la capacita
di parlare a tutti, associazioni, cooperative, intellettuali, artisti e mondo
della cultura in genere, trasformando la sgrammaticata antipolitica in domanda
sociale autorganizzata. Vieni a votare no dal 6 al 10 ottobre. Cerca il seggio
piu' vicino su www.consultazioneprecaria.org
Cobas, Action, M. Marcelli e G. Cremaschi (Rete 28 Aprile Cgil), Csoa Corto Circuito, Factory Occupata, Csoa Spartaco, Csoa La Strada, Spazio Sociale 32, Ass. Movimenti, Comitato quartiere Alberone, Giovani Comunisti/e, Leoncavallo Spa, Csoa Depistaggio, Csoa GrottaKapovolta, Ass. Duumchat hu