NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO! REDDITO PER TUTT*

Siamo l’onda che sta invadendo questa università e questa città, tutte le università e tutte le città d’Italia. E siamo qui per dire che noi la crisi non la paghiamo! Non abbiamo intenzione di pagare né la crisi finanziaria globale, né la crisi dell’università italiana, né la crisi di questo ateneo.
Questo, in estrema sintesi, il nostro programma: Vogliamo reddito per tutte e tutti, perché la ricchezza la produciamo noi. Vogliamo un nuovo welfare per combattere la precarietà dilagante. Vogliamo tempi, spazi e soldi per fare progetti di ricerca e di formazione autonomi. Vogliamo fare scienza e didattica insieme e bene, perché ci piace farlo e funziona meglio, senza gerarchie, senza soggezioni.

Non vogliamo un sapere in pillole, preformato, compartimentato, disciplinare e disciplinato, adatto ad un sistema gerarchico e baronale. Vogliamo riprendercelo, il sapere. E vogliamo combattere la gerarchia che ingessa questo sistema. Crediamo nell'autonomia della ricerca e della didattica, nella necessità di aprire nuovi spazi, orizzontali, in cui studenti, ricercatori e docenti producano sapere nuovo, vivo, in cui le diverse conoscenze si intersechino e i rigidi steccati delle discipline vengano superati. Tutto questo chiamiamo AUTORIFORMA: un processo costituente che sta dando vita ad un’ altra università.

Siamo studenti, ricercatori, docenti, precari, siamo donne e uomini, e rivendichiamo reddito per tutti.

vogliamo poter studiare senza contrarre debiti. Li vogliamo i soldi dalle banche ma diciamo già da ora che i soldi dei “debiti ad honorem” noi non li restituiremo.
vogliamo poter vivere in questa città per incontrarci, socializzare e creare sapere. Per questo vogliamo che il diritto all’ abitare e il diritto alla mobilità siano garantiti. Che la mensa sia accessibile a tutti e a tutte.
vogliamo smettere di pagare tasse insostenibili per un’ offerta formativa dequalificata.
vogliamo che stage e tirocini siano retribuiti.

Siamo studenti, ricercatori e docenti precari, e vogliamo avviare progetti di autoformazione. Vogliamo crediti per questi progetti e fondi per finanziarli.
vogliamo che tutti i dottorati abbiano una borsa: basta con il lavoro gratuito.

Siamo ricercatori,
vogliamo finanziamenti, MOLTI finanziamenti, riservati ai progetti di ricerca dei precar* - vogliamo inventarci progetti ed essere finanziati senza dover chiedere firme o autorizzazioni, e vogliamo che siano privilegiati i progetti di ricerca che travalicano i confini tra le discipline
vogliamo sistemi di valutazione basati sulla rilevanza sociale della ricerca, non sulla competizione. Vogliamo che siano privilegiate le pubblicazioni open source. Chi fa brevetti non produce alcun valore sociale: noi lo valutiamo ZERO.
vogliamo che sia valorizzata la ricerca di gruppo, lo scambio di conoscenze - non la gerarchia, non la competizione. L’eccellenza è collettiva, non individuale.

Siamo ricercatori e studenti,
e stiamo costruendo uno sciopero del lavoro gratuito.

Siamo studenti e studentesse, ricercatori, precari, strutturati, “diversamente strutturati”. Soltanto due mesi fa i nostri volti erano invisibili, nelle aule, nei laboratori e nelle biblioteche. Ora siamo in tanti e tante, e ci riconoscete subito. Siamo l’onda che è ormai una mareggiata. E il 12 dicembre, insieme a miriadi di altre onde indipendenti, inonderemo la città. Onda su onda, siamo qui per dirvi: Noi la crisi non la paghiamo. Basta coi sacrifici, basta con la fatalità. Noi la crisi ve la lasciamo, e ci riprendiamo il futuro.

Assemblea d’ ateneo No-Gelmini – studenti e ricercatori.