Università, protesta precari contro decreto Moratti
Questa mattina blocco della didattica proclamato dai precari dell'Università
di Bologna in opposizione al disegno di legge Moratti. Ricercatori, dottorandi,
borsisti e professori a contratto, alle 10, hanno occupato simbolicamente il
Rettorato di via Zamboni 33. Poi terranno un'assemblea generale di Ateneo.
Nella lettera inviata al Rettore, ai docenti e al personale dell'Università
di Bologna, i precari spiegano le ragioni della loro protesta: "L'Università
vive in gran parte grazie al lavoro sottopagato di migliaia di ricercatori precari
- si legge -. Parliamo di dottorandi, borsisti, assegnisti, professori a contratto
che lavorano senza le tutele sociali di maternità, malattia, contributi
previdenziali, ferie, diritti di rappresentanza collettiva e sindacale. Nonostante
l'alto livello di formazione acquisito, viviamo per anni in una condizione di
totale insicurezza professionale, con redditi ai limiti della sussistenza. Questa
è la nostra condizione oggi - continua la lettera -. Domani, il ddl Moratti,
se approvato, aggraverà questo quadro. La figura del ricercatore assunto
a tempo indeterminato verrà abolita e soppiantata da ricercatori con
contratti di co.co.co. della durata massima di dieci anni, provocando lo smantellamento
del sistema di formazione pubblica".
La rete dei precari dell'Università di Bologna si rivolge a tutti i lavoratori
dell'Alma Mater perché aderiscano al blocco della didattica proclamato
per oggi e chiede il ritiro della legge delega Moratti oltre all'incremento
dei finanziamenti per la ricerca. (cor)