La Repubblica - MARTEDÌ, 15 FEBBRAIO 2005
 
Pagina V - Bologna
 
LA PROTESTA
 
Lunedì prossimo occuperanno simbolicamente il rettorato. L´invito della Grignaffini
 
I ricercatori sempre in lotta accolti nella Fabbrica di Prodi
 
ILARIA VENTURI

LA protesta dei ricercatori entra nella Fabbrica di Prodi. E´ Giovanna Grignaffini ad aprire la porta: «In questi anni c´è stato un lavoro comune e condiviso che ci consente di avere un bel pacchetto sul tema della riforma universitaria da portare alla fabbrica del programma». La deputata diesse propone una giornata al capannone di Corticella, il think tank dell´Unione, sul riordino dello stato giuridico dei docenti. Il disegno di legge andrà in discussione il 21 febbraio alla Camera e per quel giorno i ricercatori, precari e non, annunciano l´occupazione simbolica del rettorato in via Zamboni così come avverrà in altri Atenei italiani. «Purtroppo siamo rimasti soli - dice sconsolato Marco Carricato, voce del coordinamento bolognese dei ricercatori - il governo su questa riforma non è più isolato, ora siamo più preoccupati perché la conferenza dei rettori sta andando verso una strada simile a quella indicata dal governo introducendo la figura dell´aggregato alla ricerca, una sorta di portaborse che riporta indietro nel tempo l´accademia, una figura indefinita che non avrà accesso ai fondi di ricerca e sarà senza rappresentanza negli atenei». I ricercatori (dai dottori di ricerca ai precari) hanno incontrato ieri i parlamentari di sinistra Grignaffini, Paolo Cento (Verdi) e Titti De Simone (Rifondazione) per una conferenza stampa congiunta. Un asse che tenterà di bloccare il provvedimento, senza risparmiare critiche ai rettori, ma non solo.
«Non vorrei fare questa battaglia senza che poi nel 2006 si trovi una risposta programmatica», dice Cento. Titti De Simone è dura: «E´ molto negativo l´atteggiamento della conferenza dei rettori. Noi lavoravamo su un testo di legge mentre la Crui trattava in separata sede con il ministro. Per un piatto di lenticchie si è frammentata la lotta». I ricercatori chiamano in causa anche il rettore dell´Alma Mater che nei giorni scorsi ha ritirato le dimissioni dal comitato di presidenza della Crui a seguito di una frase inserita in un successivo documento a tutela di un nuovo e unico ruolo dei ricercatori. «Quella frase non ci fa stare tranquilli, anche perché tutelerebbe solo chi è già dentro - spiega Carricato - da parte dell´università aspettiamo ancora una risposta». Per Grignaffini fa ancora testo ciò che i rettori dissero in Commissione cultura: se è cambiato qualcosa «lo vengano a dire in Parlamento». Ai rappresentanti di almeno seimila universitari bolognesi precari, i deputati promettono: «Il nostro impegno sarà totale per rallentare e bloccare il provvedimento».