MERCOLEDÌ, 16 FEBBRAIO 2005
Pagina VII - Bologna
CAFÈ
La convivenza tra innovazione e mandarinismo
PAOLA BONORA
Nonostante il dissenso lunedì prossimo andrà in
discussione il disegno di legge-delega sullo stato giuridico dei docenti
universitari. Un progetto che non ha tenuto minimo conto delle obiezioni. Non a
caso la formula della legge-delega e non del confronto parlamentare. Una
chiusura al dialogo che la dice lunga sulla considerazione in cui siamo tenuti.
Dietro lo stato giuridico dei professori si cela una (contro)riforma della
natura e del senso dell´università pubblica. Un provvedimento che di fatto
ignora la ricerca e in ogni caso la rende subalterna ai bizantinismi della
cooptazione attraverso la precarizzazione infinita. Gioca su una situazione
malata e compromessa resa febbrile dalla riforma degli ordinamenti degli studi.
Un´identità slabbrata in cui tutto coesiste, le punte di eccellenza con quelle
inerziali, che stretta nelle proprie contraddizioni non si è voluta confrontare
per tempo con la necessità di un rinnovamento autocritico e non ha la forza e
la volontà di pretendere autodeterminazione. Che accetta il marketing del
sapere e della formazione, ma stupisce di fronte alla competizione che vi è
implicita. Strano mondo quello universitario. Una montagna addormentata in cui
convivono innovazione e mandarinismo, creatività e conservazione. Ma non è la
sua demolizione che un paese civile che si reputa avanzato merita, che proprio
sulla conoscenza dovrebbe giocare le carte migliori.