Repubblica Bologna, 28-09-05
Protesta contro la Moratti. 'Bloccheremo la didattica'
Ricercatori, l' anno inizia in piazza
Vitali: l' approvazione sarebbe un
grave atto di prepotenza verso il mondo accademico Il rettore: 'Vi
capisco, è legittimo, ma non posso dare un sostegno
istituzionale' Ieri più di cento sono sfilati per piazza Verdi e
poi hanno 'occupato' il rettorato ricevuti da Pier Ugo Calzolari
LE loro facce sono allibite. I loro volti esprimono sconcerto e
stanchezza. Di nuovo in piazza, «da non crederci»,
commentano allargando le braccia. I ricercatori dell' Alma Mater
tornano a protestare contro il disegno di legge di riforma dello stato
giuridico dei docenti e del loro reclutamento. Per mesi si sono fatti
sentire, con manifestazioni, «funerali» della ricerca,
cortei, lezioni sotto il Nettuno, proclami, appelli. L' estate sembrava
aver frenato il governo su questa riforma che non piace alle
Università. A settembre il colpo di accelerazione del ministro
Moratti. La nuova legge ha saltato il lavoro delle Commissioni e ieri
è finita in discussione al Senato. E sempre ieri i ricercatori e
i dottori di ricerca hanno nuovamente manifestato. In piazza Verdi. Un
centinaio, con gli studenti della rete universitaria, della sinistra
universitaria, dello spazio sociale. «Ritireremo le nostre
domande di supplenza», minacciano. Tradotto, vuol dire il blocco
dell' attività didattica a inizio dell' anno accademico.
«Qualsiasi azione che non sia di disturbo non sarà
efficace», dichiara Maria Cristina Pezzoli, ricercatrice e membro
del cda dell' Ateneo. Una proposta discussa ieri anche in un incontro
con il prorettore Walter Tega. In mattinata i ricercatori e gli
studenti, con gli striscioni «Naufraghi del sapere» e
«Pensioniamo la Moratti», si sono presentati in rettorato.
Il rettore li ha ricevuti nell' aula dell' Ottavo centenario. Poco
prima il senato accademico aveva approvato all' unanimità la
mozione della Conferenza dei rettori (Crui) che boccia senza appello il
testo di riforma. Al rettore i ricercatori chiedono un sostegno per
azioni di lotta più dure, come il blocco della didattica.
«Vi capisco, è legittimo, ma non posso dare un sostegno
istituzionale» replica Pier Ugo Calzolari. «Certo è
che il fronte è unico, noi faremo di tutto, in coerenza con la
posizione della Crui, per fare sentire il nostro dissenso». Il
rettore ricorda i nuovi posti da ricercatore, una ventina, appena
approvati dal senato proprio in un momento in cui si vuole abrogare il
ruolo dei ricercatori: «Noi andiamo avanti». Il dissenso si
fa sentire a livello parlamentare. Il senatore Walter Vitali dichiara:
«L' approvazione di questa legge sarebbe un grave atto di
prepotenza e di sfida verso il mondo universitario italiano. L'
abolizione del ruolo dei ricercatori rende ancor più precaria la
permanenza dei giovani nelle Università. Inoltre, l'
attribuzione indiscriminata del titolo di professore aggregato, le
quote riservate per i concorsi, un sistema di valutazione del tutto
inefficace producono un decadimento grave del corpo accademico. Ci
opporremo in ogni modo affinché la tracotanza del governo venga
battuta». (il. ve.)