L´Alma Mater ha aumentato nel bilancio 2006 la spesa per la ricerca facendo entrare in ruolo 223 giovani     

ILARIA VENTURI

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Il criminologo Augusto Balloni coordinerà la ricerca sui programmi di sostegno alle vittime nel confronto tra l´Emilia Romagna e la Sicilia. Il musicologo Lorenzo Bianconi seguirà un approfondimento sulla storia dell´opera italiana. Il politologo Giliberto Capano guiderà il gruppo di ricerca sul ruolo delle assemblee rappresentative, Angelo Panebianco si concentrerà invece sulla politica estera italiana, PierPaolo Donati avrà a disposizione, con il suo gruppo, 115mila euro per fare ricerca sul terzo settore. Il padre della fecondazione assistita Carlo Flamigni è a capo della ricerca sulle nuove strategie terapeutiche dell´infertilità, molti altri sono i progetti in campo medico, farmacologico (con Giorgio Cantelli Forti coordinatore) e ingegneristico. E ci sono anche 27 mila euro assegnati per una indagine sulla disciplina giuridica dell´informazione e della trasparenza nella tutela del risparmio. Coordinatore: Fabio Roversi Monaco.

Raddoppiano, o quasi, i progetti di ricerca di interesse nazionale in cui l´Alma Mater è capofila. A fine dicembre il Ministero ha dato il via libera a 72 progetti finanziati con importi da 20mila e oltre trecentomila euro per un totale di 8 milioni e 327mila euro. Nel 2004 i progetti nazionali coordinati da ricercatori bolognesi erano 42. «Un risultato incoraggiante», commenta Renzo Orsi, docente di econometria, riconfermato dal rettore alla guida della Commissione Ricerca.

L´Alma Mater ha dunque spinto il piede sull´acceleratore, aumentando nel bilancio di previsione la spesa per la ricerca del 6,2% e facendo entrare in ruolo, nel 2006, 223 giovani ricercatori. «Il nostro obiettivo è conquistare posizioni nelle classifiche internazionali», spiega il docente. Tra le novità, la possibilità di presentare domanda di fondi direttamente a Roma, senza passare dai Dipartimenti. «Molto spesso - spiega Orsi - le gerarchie universitarie si fanno sentire nell´accesso ai finanziamenti. Il mio non è un giudizio di merito, si tratta di una realtà che esiste dappertutto, forse inevitabile». Insomma, basta con riunioni, verbali e litigi tra le mura accademiche: per questo tipo di fondi (ex 40%) ciascun ricercatore può tentare la gara con il ministero. «La strada è quella di finanziare progetti che nascono spontaneamente dai ricercatori, liberalizzando l´accesso ai fondi». In questa direzione sono quasi raddoppiati i fondi (erano 1,6 milioni di euro nel 2005) per i progetti strategici d´Ateneo, finanziati dall´Alma Mater per integrare i modesti finanziamenti ordinari per la ricerca. «I progetti - continua Orsi - saranno valutati in futuro solo da esperti esterni».

Nel 2005 sono stati presentati 130 progetti strategici, ma solo trenta saranno finanziati. Intanto i ricercatori tornano all´attacco sul precariato. In un documento, la Rete e il Coordinamento dei ricercatori denunciano «l´elevato rapporto tra personale precario e strutturato» e chiedono nuovamente una anagrafe di chi fa ricerca in Ateneo e «un monitoraggio dell´attività didattica svolta volontariamente dai precari, in una situazioni di facile ricattabilità, non retribuita».    

Repubblica, 11/01/2006