SABATO, 02 GIUGNO 2007

Pagina IV - Bologna

Ha un contratto Co.co.co con la facoltà. Si è trascinato per 50 metri prima di essere soccorso e trasportato al Maggiore

Scoppio ad Agraria, tecnico ferito

Rischia l´uso delle due mani per 900 euro al mese

Il chimico stava facendo delle analisi di routine in laboratorio, quando la provetta con cui lavorava è esplosa

ALESSANDRO CORI
Per chiedere aiuto si è trascinato a fatica per quasi cinquanta metri, lasciando dietro di se una lunga scia di sangue. «Mi è scoppiata in mano una provetta», avrebbe detto a un ragazzo che lo ha soccorso, poi ha perso i sensi.
Tecnico di laboratorio da sei anni, negli ultimi quattro al lavoro solo «grazie» ad un co. co. co. da circa novecento euro (pagato con i fondi di ricerca), Adriano Cocchi, 49 anni, ora rischia di perdere la funzionalità di entrambe le mani, dopo essere rimasto ferito ieri mattina in seguito ad una esplosione avvenuta nella facoltà universitaria di Agraria, a Cadriano di Granarolo dell´Emilia, a pochi chilometri da Bologna. L´uomo, che vive a San Giovanni in Persiceto, si trovava come ogni giorno nel suo laboratorio di biotecnologie del Dipartimento di Colture Arboree, e secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri di Medicina, stava compiendo delle normali analisi di routine. Al momento dello scoppio, il 49enne era solo nella stanza, gli altri due tecnici si erano infatti assentati per andare a prendere delle piante che si trovavano nelle serre adiacenti al dipartimento.
Esperienza da vendere, un passato nelle più importanti fabbriche chimiche della Regione, Cocchi procedeva alla raffinazione degli zuccheri di un frutto, tramite una serie di composti chimici, quando presumibilmente un´eccessiva concentrazione di vapore, a contatto con la piastra calda sopra cui lavorava, ha causato l´esplosione. Le fiamme e il fumo, hanno avvolto gran parte del laboratorio che si trova al primo piano dello stabile, ma l´arrivo immediato dei vigili del fuoco, con loro anche una squadra Nbcr (Nucleo biologico chimico e radiologico), ha fatto sì che l´incendio non si sviluppasse oltre.
«Stavo lavorando sul trattore nei campi a ridosso del dipartimento - racconta Marco, dipendente dell´università - quando ho visto un uomo che barcollava nel cortile e cercava di tenersi ciò che rimaneva delle sue mani. Poi si è accasciato per terra in un lago di sangue». I primi ad accorgersi di ciò che era successo, sono stati i tecnici e i ricercatori del vicino dipartimento di Meccanica Agraria, che hanno iniziato a chiamare i soccorsi.
L´uomo è stato trasportato con l´eliambulanza del 118 prima all´ospedale Maggiore di Bologna, e poi al centro di chirurgia della mano del Policlinico di Modena, dove una equipe specializzata proverà a riattaccargli le dita e ha ricostruirgli alcune falangi. Oltre alle indagini dei carabinieri, anche il Rettore Pier Ugo Calzolai ha disposto subito una commissione d´inchiesta dell´ateneo, formata da cinque esperti, per accertare le cause dell´esplosione. Dura la reazione dei sindacati di base dell´università, che chiedono che si apra immediatamente un dibattito serio sulla sicurezza dei laboratori e sul tema della precarietà.

SABATO, 02 GIUGNO 2007

Pagina IV - Bologna

I PARENTI

L´ex moglie corsa subito in ospedale dopo l´incidente: "Non si può lavorare in questo modo"

"È precario da quattro anni"


"Nel suo mestiere è bravissimo, ha una grande esperienza, ma non serve a nulla"

«Bisogna rendersi conto in che condizioni alcune persone sono costrette a lavorare. Adriano nel suo mestiere è formidabile, ha una grande esperienza, ma a 49 anni si ritrova a dover vivere con circa 900 euro al mese. E´ l´unica cosa che ha potuto offrirgli l´università per non lasciarselo scappare. Niente per uno bravo come lui».
Stimato e apprezzato da tutti, con una grande passione per il lavoro. Lo ripete più volte l´ex moglie del tecnico di laboratorio di Agraria, che ieri appena ha saputo quello che era successo è corsa subito al centro di chirurgia della mano di Modena. Qui i medici cercheranno di salvare almeno il mignolo della mano sinistra dell´uomo, mente per quanto riguarda la destra, ha perso tutte le prime falangi delle dita.
«Dopo essersi diplomato perito chimico a Bologna, Adriano ha cominciato a lavorare nelle più importanti fabbriche chimiche dell´Emilia Romagna - racconta la donna - ma lui voleva entrare all´università. Poi sei anni fa, vincendo un concorso, ci è riuscito. Ha ottenuto un contratto di sostituzione per due anni, come statale, sembrava un buon inizio». Finito il periodo però, non essendoci più concorsi, per il 49enne di San Giovanni in Persiceto l´unica possibilità di rimanere a lavorare all´università voleva dire un co. co. co. «Oramai sono quattro anni che và avanti così, con il contratto da tecnico di laboratorio che gli viene rinnovato ogni sei mesi e la speranza che riaprano le assunzioni. Per fortuna che non si deve pagare anche l´affitto, altrimenti non so come farebbe». Ora, dopo l´incidente, la paura però è che Adriano non possa più svolgere lo stesso lavoro di prima»
(a.c.)