Report assemblea di Roma 11 maggio '07, di Alessandro Arienzo

Caro Ugo

condivido solo in parte le tue osservazioni.

Uno dei punti in assemblea (spero che qualcun abbia il tempo per un report articolato, appena mi libero proverò a mandarne uno) era come
proprio comportarci a fronte del documento del Ministero. Non quindi una discussione nel merito della proposta ma una valutazione politica
della nostra posizione a fronte della riforma. Le ipotesi erano due:

a. critica impietosa e presa di distanza, anche in considerazione della bocciatura di tutta una serie di nostre richieste. Vedi la scelta fatta dall’ANDU

b. appoggiamo comunque il documento visto che qualche piccola innovazione c'è e perché per noi ora il rischio maggiore e che il documento non venga approvato e che i tempi per i nuovi concorsi diventino abissali.

La questione non è oziosa, magari qualcuno può chiarirmi le idee su questo ma senza l’approvazione del documento concorsi non se ne possono
fare (e già che c’è il blocco per il 2007 e che gli unici concorsi che si potrebbero attivare sono quelli miseri del reclutamento straordinario) in attesa della riforma (che prevede tra l'altro la questone spinosa dei settori sd).

E purtroppo la riflessione politica sulla riforma è legata anche ad una lettura più tecnica della riforma. Una riforma che per noi è certamente ormai una “variabile indipendente”.

Nell’assemblea abbiamo individuato come prossima uscita pubblica un nuovo sit-in sotto il ministero dell’Economia a giugno. Proprio per tornare a segnalare la questione “finanziaria” del problema.

Resta fermo, però, che non possiamo spostare del tutto la nostra attenzione da Mussi a Padoa-Schioppa: dobbiamo tenere il fiato sul collo ad entrambi e le questioni “tecniche” sono sempre più questioni politiche.


In assemblea non c’erano solo le università ma anche gli enti di ricerca e uno degli aspetti più importanti dell’iniziativa è stato questo. Su proposta dei compagni di Siena si è pensato di lanciare una iniziativa sul tema della “didattica a contratto” per la valenza dirompente che ha nelle università e per avviare un piano di lettura politica più complessiva della questione ricerca e formazione.


L’assemblea ha dediso di affiancare questa iniziativa con un percorso analogo e parallelo sulla “ricerca a contratto” che permetta anche agli enti di sviluppare un proprio percorso politico come rete. Il sit-in di giugno (in concomitanza con il DPEF) è il primo passo. Ci sono poi passaggi ulteriori da fare in previsione della finanziaria, tutti ancora da valutare.

Ovviamente a livello locale ognuno articola queste iniziative come meglio crede. Magari (e si spera) tentando di costruire un rapporto nuovo con gli studenti.

Questa è l’altra importante questione discussa in assemblea: la necessità di allargare lo sguardo al problema della precarietà anche dal punto di vista degli studenti. Perché questo permette anche una lettura più ampia del problema e forse l'assunzione di un ruolo politico da parte della rete più complessivo. Ma questa è una questione delicatissima che resta ancora da discutere.

Insomma, non perdiamo troppe energie con la filologia sulle bozze ma facciamo però attenzione perchè Dio è nel particolare”.

sandro