Faccio un report brevissimo della giornata di ieri, in cui abbiamo discusso di "Che fare?", di botteghe della scienza etc. Eravamo in montagna a casa di Francesca (Scandellari), posto fantastico e assolato. Presenti, oltre alla scrivente e a Francesca: Marco (Cervino), Federico (Montanari), Matteo (sempre Montanari), PJ (Musaro'), Claudia (Scorolli), Laura (Stancampiano). Per favore integrate perche' e' sicuramente breve e lacunoso.

In pratica ci siamo detti:
nostro obiettivo primario e' cambiare le universita' e il modo di fare ricerca. Per cui assumiamo, facciamo nostro e lavoriamo su tutto cio' che stiamo portando avanti a livello nazionale come rete precari. Lavorare sulle botteghe della scienza puo' essere funzionale al nostro intento di cambiare la didattica, la ricerca e la condizione dei precari, condizione che alcuni di noi non vivono in diretta ma che rappresenta il punto massimo di marcescenza di questo sistema. Tanto e' vero che al tavolo su welfare etc all'assemblea nazionale abbiamo parlato delle BS nel quadro delle possibili rivendicazioni che potremmo portare ad un tavolo sugli ammortizzatori sociali. se non fosse chiaro, il legame con le botteghe della scienza nasce dal fatto che una delle esigenze primarie, oltre a reddito et al, consiste nel possibilita' per i precari di condurre ricerca in modo libero e autonomo (e da qui anche l'idea di ricerca socialmente utile), indipendentemente dal proprio rapporto con gerarchie e cordate varie, e di essere pagati per farlo. A cio' si aggiunga che costituire le BS potrebbe voler dire creare relazioni di ricerca trasversali, ricercatori studenti etc. etc.

Non mi dilungo sulla (lunga e interessante) discussione teorica. Alcune ragioni del "senso" di fare le botteghe della scienza le trovate nel report dell'assemblea nazionale, intervento di Bologna (ovvero di PJ). (appena aggiusto il pc, spero tra un paio di giorni, metto il report sul sito). PJ e Marco hanno brevemente illustrato il panorama delle SSH in Italia (attualmente sono due).
Un punto chiave, sottolineato da Laura: le SSH non devono diventare una sorta di fondazione alternativa, che si colloca all'esterno rispetto all'universita' e fa tante belle cose in santa pace. I suoi membri possono lavorare dentro o fuori l'universita'/gli enti di ricerca, ma devono avere sempre presente che loro obiettivo e' scardinare le logiche di produzione/diffusione del sapere dominanti nel sistema universitario attuale.

La discussione pratico-operativa si e' incentrata sul rapporto da avere con eventuali "committenti" pubblici e privati. Data la divergenza di opinioni, siamo arrivati al compromesso che segue. Si accetta qcuno come "committente" (non mi viene una parola migliore) se e solo se:
- l'esito della ricerca che ci propone ha risvolti socialmente utili;
- non pone vincoli sulla diffusione delle conoscenze frutto del lavoro di ricerca (no brevetti, copyright etc etc);
- consente di affrontare la ricerca a partire da una prospettiva multi e pluridisciplinare;
- il committente rispetta forme di responsabilita' sociale (politica verso i soci/dipendenti etc.).

Ricevuta una proposta, sara' il comitato direttivo a decidere di volta in volta se accettarla o meno. Tale comitato sara' composto da tutti noi, soci-e fondatori.
Si decidera' tenendo presente pero' alcuni criteri di massima:
- se il committente e' privato occorre l'unanimita' dei consensi, se pubblico basta la maggioranza;
- in ogni caso, saranno privilegiate:
- realta' che operano a livello locale, nel territorio, piu' che a livello globale;
- realta' che hanno una politica di diffusione dei risultati delle ricerche che commissionano

Compiti che ci siamo dati:
- PJ fa un draft di un progetto da presentare ad un bando per "ggiovani" sotto i 35 a. su ricerca socialmente utile e simili (direi gia' postato su questa lista) - ci lavora insieme a francesca, matteo e claudia (anche insieme agli altri, ovviamente, ma in primo luogo con loro). il progetto, di 1 anno, consistera' nella costituzione di una SSH;
- io rivedo lo statuto alla luce delle considerazioni fatte.
C'era altroooo?

Costituiremo a breve l'associazione CTRL-Shift (aspettiamo pero' il bando, perche' il bando richiede che non ci sia un'associazione gia' costituita). Inoltre a breve dovremmo fare un sito.
Direi che e' tutto. ciao anna

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marco cervino

Grazie Anna per l'intenso lavoro di scrittura.
Poche integrazioni.


Sul "dibattito", (lungi dall'esaurirlo, bisognava esserci!).
Per spezzare il dilemma se "cambia prima l'Accademia o la societa'", le BdS
sono un utile esperimento per cambiarle insieme. In questo quadro, ispirandomi
sulla letteratura disponibile sulle BdS (europea, e nordamericana) sostituirei
"committente" (che ricorda "io pago, tu balli la mia musica", e, vi assicuro,
NON la vedono cosi' solo Nestle' & Co., ma anche tanti "pubblici"
committenti...) con "compartecipanti al progetto di ricerca". Senso, metodi,
risultati sono "di tutti" fin dal very beginning... Cosi', come faro utopico
che aiuta a camminare. Poi, nel complesso reale si media...


Insisto nel dire che oltre a lavorare sulla indispensabile "cornice" (statuti,
intenti, ruoli, ecc..), altrettanto indispensabile curare "il dipinto" e cioe'
e mettere a disposizione il proprio TEMPO/persona per fare utile esperienza,
per ora informale ma ci auguriamo sempre piu' formale, di SSHH. La proposta di
PJ di "tentare" il bando la vedo bene in questo senso, e sono emersi possibili
contatti col l'area LCA (Life cycle Assessment) curata dall'ing. Neri
all'ENEA. Metto PJ e Matteo (e chiunque altra/o volsse) in contatto con questa
esperienza.
Anche il "brainstorming" sui possibili contenuti, svolto nella luculliana ora
di pranzo, ha fatto emergere possibili interessi e competenze in questo senso.
Speriamo non fosse tutto un fuoco di ... stufa.


Nel pratico. Specificherei che si privilegia l'approccio a due tempi:
finalizzamo la formazione di ctrl-shift, come associazione che, tra l'altro,
si cura di andare "verso" una BdS e focalizziamo gli sforzi per evolvere piu'
rapidamente possibile in una cornice BdS, con una visione "intramuraria" ad
universita' e enti.


Se Anna adatta le carte di crtl-shift in questo senso, io mi occupo di
emendare carta intenti e altro riguardo le BdS, anche integrando quanto emerso
sabato.


Saluti.
M.
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pj

già accennato:
1) Siamo nella società della conoscenza, e non solo nell’economia della
conoscenza .. Sentiamo l’esigenza di influire sul sapere, sui metodi di
analisi, produzione, trasmissione … L’obiettivo è costruire prospettive
diverse, che muovano dal sapere come bene comune (e, perché no? Diritto
umano!). Nella tripartizione attuale del a) sapere finalizzato/sottomesso
alle logiche dell’economia pesante, etc; b) sapere autonomo all’interno
dell’Università, con rischio di autoreferenzialità; c) sapere come bene
socialmente utile, che rivendica libertà e autonomia di ricerca … Noi, con
le SSHH ci collochiamo in questo terzo anello!


Quali gli intenti e i possibili vantaggi di una proposta come quella,
elaborata inizialmente in Olanda, di Science Shop?


Tenendo comunque fermo che promuovere gli SSHH va verso una scienza
socialmente utile volta ad elaborare forme di sapere libero (sia nella
produzione che nella trasmissione), multidisciplinare (come la complessità
del mondo contemporaneo richiede) e consapevole…


Proviamo a identificarne di interni all’Università-Precarietà ed esterni.

Interni:
- puo' consentire di superare le divisioni tra settori disciplinari,
promuovendo ricerche inter- e multidisciplinari;


- puo' consentire di superare forme di valutazione
accademico-istituzionali, per promuovere forme di valutazione che provengano
dalla societa' civile;


- puo' consentire di scardinare meccanismi gerarchici attraverso la
richiesta di finanziamenti da parte di gruppi "trasversali", o solo di
precari, anche grazie all’adozione delle Creative Commons, etc..


- puo' anche promuovere forme di autoformazione, anche tramite
riconoscimento con crediti formativi (per gli studenti) ed intaccare così la
logica deformante del 3+2 …


Esterni:
- puo' costituire un laboratorio di democrazia attiva e partecipata,
che riguarda gruppi trasversali e coinvolge/motiva diretta/mente persone
interne ed esterne all'universita': studenti, dottorandi, ricercatori, ma
anche liberi professionisti, formatori, etc…


- puo' costituire un elemento di raccordo forte con la societa' civile
vittima di determinate dinamiche (altri precari, etc..)
- puo' costituire un soggetto giuridico in grado di entrare in
partenariato con chi è sensibile a temi comuni: ONG, ONLUS, Senza Frontiere,
etc… anche al fine di chiedere finanziamenti …

Allego GIUSTO QUALCHE INFO BASE SULLO STATO DEGLI SSHH NEL MONDO e
nell'Italietta odierna. Ma sul sito converrà metterci i links.. che fornrò a
breve.


Marco: attendo il contatto con il Prof Neri.
Se qualcuno ha davvero voglia di contribuire alla stesura del Bando si
faccia pur avanti!
Ewwiwa i jingles di Anna e Marco: lei voleva partire, lui voleva andarsene
lontano, qualcuno li ha visti tornare, tenendosi per mano!
Pj