Breve report assemblea 27 nov 06

Molto sinteticamente, all'assemblea di ieri:

a. abbiamo avviato una discussione generale sulla questione della precarietà e sul rapporto tra università e mondo del lavoro / mondo esterno.

b. abbiamo iniziato a elaborare un documento sui prof a contratto di cui discutere il 9 a pisa. Sono emerse alcune cose mooolto interessanti (vedi sotto).

c. una proposta fantastica: quella, in occasione dell'anno nuovo, di fare una sorta "calendario dei precar@", riprendendo e ampliando le storie proposte per l'outing del precario (http://cbr.debord.ortiche.net/interventi/15nov06-invisibili.htm).

d. sul piano organizzativo, abbiamo deciso di dividerci i compiti. Questa la lista delle iniziative in ateneo cui e' bene che almeno alcuni di noi partecipino e magari intervengano e poi facciano un report:

1)oggi. Iniziativa postata da Federico sugli studenti di scienze della comunicazione. Dovrebbe partecipare Federico. Altre-i?? MARTEDI' 28 NOVEMBRE, ORE 16:00, circolo Arci "Sesto senso" via Petroni 9/c, "L'informazione claudicante", Forme di precarietà nel giornalismo contemporaneo, Intervengono: Sergio Bellucci - responsabile Comunicazione e Innovazione tecnologica Prc, Loris Mazzetti - giornalista Rai e membro dell'associazione "Articolo21", Marco Gardenghi - componente giunta esecutiva FNSI, Modera il dibattito: Giusi Marcante - Radio Città del Capo, Organizzano il collettivo Ghefura - Giovani Comunisti & Radio Città Fujiko. MOLTO IMPORTANTE PER RACCORDARSI CON ALTRI PRECAR@ COGNITIVI (e non solo ovviamente)

2) 1 dicembre. Iniziativa di ateneo su come insegnare all'università. Dovrei riuscire ad andare io. Altre-i??? INSEGNARE ALL'UNIVERSITA' - MODELLI DI FORMAZIONE IN EUROPA SEMINARIO INTERNAZIONALE con Pier Ugo Calzolai, Maria Lucia Giovannini, Franco Frabboni, Brigitte Berendt, Nilza Costa, Roy Andersson, Luigi Busetto, Lone Krogh, Ray Land, Giunio Luzzatto, Guido masetti, Bruna Zani, Vittorio Capecchi, Giorgio Casadei, Paolo Edgardo Todesco, 1 DICEMBRE ORE 9.00 Aula G. Prodi, Piazza San Giovanni in Monte 2, Bologna - Si invita a segnalare la propria partecipazione a: C.I.R.E., Via Filippo Re, 6, 40126 Bologna - Tel. 051 2091687 / 2091485 - Fax 051 2091635, cire@scform.unibo.it. MOLTO IMPORTANTE SE VOGLIAMO LAVORARE SUL 3+2 ETC.

3) 4 dicembre. Tocci all'istituto gramsci, via galliera 26, sala dell'aquilaore 16.30. Dovrebbe andare Francesca, forse anche Fede. Altre-i???? l'onorevole Walter Tocci, . MOLTO IMPORTANTE PER CAPIRE.

4) Giovedì 30 nov. Aula occupata, via zamboni 34. h 15 Laboratorio di inchiesta su università e precarietà. Rete Universitaria. IMPORTANTE SU PRECARIETA' E RAPPORTO CON GLI STUDENTI. Chi riesce a passare? Io forse riesco a fare un salto, ma solo un salto....

Ah un'altra cosa. Ho pensato che si potrebbero mettere on-line, sul nostro sito, i report delle ultime assemblee.

Sui prof. a contratto: qui alcuni link:

http://www.miur.it/regolame/profc.htm

http://www.miur.it/regolame/profcrel.htm

http://www.unipi.it/ateneo/documenti/regolament/ateneo/did-ric/profcontr.doc


Inoltre se guardate sul sito unibo e digitate trovate sia i link ai bandi generali che alle singole facoltà.

COMPITO per ciascuno: informarsi sulle docenze a contratto IN OGNI FACOLTA'.

Sto iniziando a buttar giù un documento con i punti di cui abbiamo discusso (ora non ho tempo, lo mando spero entro domani). Solo alcuni spunti qui sotto:

La storia dei prof a contratto è interessante perché:

* è a partire dall'autonomia delle univ e dalla riforma zecchino che aumenta esponenzialmente il numero dei corsi di laurea, facoltà, e prof. a contratto (sono contratti "figli" del 3+2);
* trattandosi di contratti cococo, c'è una normativa nazionale molto generale, poi bandi di ateneo, poi bandi di facoltà. Per dire, a bo la normativa sui prof a contratto è diversa se si guarda ingegneria, lettere, scienze politiche etc. Quella del prof. a contratto è una figura altamente esemplificativa del processo di

* frammentazione del sapere
* differenziazione dei tipi di contratto e individualizzazione/personalizzazione del rapporto con il datore di lavoro (e' quindi difficilissimo pensare a vertenze un minimo unitarie)
* estrema ricattabilità (soprattutto nei casi, come lettere bologna, dove i contratti vengono firmati a posteriori
* assenza di trasparenza nelle modalità decisionali

Ancora: alcuni prof a contratto hanno dottorati, post-doc etc. (ci sono però differenze. Guardiamo ad e sbologna: a scienze politiche i dottorandi possono avere solo moduli e non contratti di insegnamento, a lettere non c'e' problema, a ingegneria i dottorandi possono ma devono avere un nulla osta dai consiglio di dottorato etc.)


A Bo sono oltre 700 i prof a contratto che non hanno altre forme di rapporto con l'ateneo (cioè non sono dottorandi post-doc altro).

C'è inoltre una grande differenziazione in funzione dell'ambito disciplinare.

Esempi: a ingegneria in prevalenza sono docenti in prepensionamento (se vai in prepensionam, cioè ti pensioni 3 anni prima, l'intero tuo budget va alla facoltà, altrimenti il 20% va all'ateneo. Per cui in molte facoltà si chiede che i docenti si prepensionino ma si garantisce loro la possibilità di continuare a far docenze come cococo) o esperti esterni del mondo del lavoro.

A lettere invece molti sono precari di lunga data, gente che fa ricerca senza essere pagata e riceve solo i soldi dei contratti di insegnamento (60 ore, cioè 30 di lezioni frontali e 30 che solitamente sono molto di più, sono pagate all'incirca 3800 euro netti).

Nostre proposte iniziali:

* quella più forte: abolizione dei prof a contratto
* altre:
* nessuna possibilità di istituzione di nuovi corsi con alta % di prof a contratto (qui occorre essere più precisi)
* portale nazionale unificato per tutte le docenze a contratto, per garantire trasparenza etc.
* Se uno ha una docenza a contratto per un certo tempo, questo significa che la facoltà ne ha bisogno. Non deve avere la possibilità di rinnovare il corso (o di rinnovarlo con nome lievemente variato) chiamando altro docente a contratto ma deve ASSUMERE. Altrimenti non deve aprire nuovi corsi.

Breve storia:

contratti nati in origine per professionisti esterni (legge 382 del 1980, la legge che istituisce la figura dei ricercatori) o, in alternativa, per corsi di laurea e facoltà di nuova istituzione. In questo secondo caso si tratta cmq di misure eccezionali.

trasformati completamente nel '97 con l'autonomia delle università.

In pratica si dice che, in funzione dell'evoluzione del sapere e dell'emergere di nuove professionalità in settori produttivi nuovi e nel terziario avanzato, si rende necessario: potenziare l'autonomia didattica degli atenei e fare ricorso a "nuove risorse di docenza" per far fronte al potenziamento dell'offerta formativa non solo in termini quantitativi ma qualitativi" (!!!!!!!!).

Scusate il messaggio confuso ma sono di fretta.