Assemblea nazionale Roma, giugno 2006
All'assemblea nazionale sono intervenute persone provenienti da 8 luoghi: Roma, Napoli, Lecce, Siena, Pisa, Bologna, Torino, Ferrara. Dunque, una trentina di persone in tutto. Invito i presenti a integrare le mancanze e correggere gli errori.
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Riassunto
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- Si sono decisi i punti da porre al ministro: anagrafe precaria, investimento
straordinario nel reclutamento, abrogazione della riforma Moratti, apertura
di un tavolo tra precari e ministro.
- Si e' deciso di indire in ottobre referendum simultanei sulla precarieta'
in tutti gli atenei in cui cio' e' possibile, sull'esempio pisano. Dopo i referendum,
si organizzera' a Pisa una giornata di convegno nazionale, in cui si discutano
le strategie future a partire dalle "giornate referendarie".
- prossimo appuntamento operativo: 8 luglio a Roma dopo l'assemblea nazionale
sulla precarieta'.
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Report completo
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1) L'attivita' recente di ciascun nodo della rete.
Al di la' delle particolarita' locali, e' emerso che un po' ovunque i precari
stanno cercando di ottenere il proprio censimento, attraverso un negoziato con
i rettorati, un'auto-inchiesta o un referendum. L'obiettivo comune e' l'emersione
del lavoro atipico nella ricerca e nella docenza per sottrarlo all'invisibilita'
cui e' condannato.
2) L'incontro con il ministero dell'Universita', fissato per martedi 27 alle
16.30.
La discussione ha individuato pochi punti chiari da porre al consigliere del
ministro Ragone. Alla fine, si e' convenuto di presentare 4 questioni:
- l'abrogazione della riforma Moratti, intenzione affermata dall'ex-opposizione
in tante occasioni.
- un intervento chiaro dal ministero affinche' tutti i soldi destinati a nuovi
concorsi siano investiti in nuovi ricercatori e non in avanzamenti di carriera.
Questo deve essere il primo passo di un periodo di investimento straordinario
nel reclutamento (1).
- un'iniziativa diretta dal ministero per costituire un'anagrafe dei precari
in ogni luogo di ricerca e didattica universitaria, riconoscendo un'esigenza
gia' sentita e promossa dagli stessi precari in sedi locali (2).
- l'apertura di un tavolo di confronto, con cadenze serrate, tra i precari ed
il ministro per porre le richieste di una parte, verificare le disponibilita'
dell'altra, e discutere di eventuali soluzioni dei problemi riconosciuti da
entrambe le parti.
E' chiaro a tutti, comunque, che l'interlocuzione del ministro non ha alcun
impatto di per se', e non deve dunque distogliere energie e passioni dalle varie
attivita' di base necessarie a dare forza politica e voce ai precari della ricerca
e dell'universita': solo cosi' gli interlocutori istituzionali saranno costretti
a darci ascolto. Altrimenti, saremo soltanto utili idioti al servizio di un
ministro desideroso di accreditarsi presso l'opinione pubblica.
La discussione, inoltre, e' stata ampia ed e' servita a chiarire quali siano
le questioni centrali nell'universita', anche al di la' di quelle su cui saremo
in grado di intervenire. Per esempio, si e' parlato anche di:
* organizzazione complessiva dell'universita', dalla ricerca al 3+2: e' necessario
intervenire anche su questo piano.
* valutazione, che oggi intende misurare le universita' dal punto di vista della
"produttivita'": e' necessario introdurre criteri di valutazione che,
per esempio, puniscano quegli atenei che abusano di lavoro precario.
* la governance: mentre ai precari e' negata la rappresentanza, negli atenei
si sta decidendo se togliere potere alle componenti accademiche per darlo agli
"investitori", pubblici o privati, delle universita', sul modello
delle "corporate university".
3) Iniziativa nazionale unitaria della Rete
Per dare una veste unica alle attivita' locali e trasmettere un messaggio pubblico
comune e chiaro, sono state decise due iniziative sul piano nazionale per il
prossimo autunno:
- una o due giornate in cui nei diversi nodi della rete (almeno negli 8 presenti
a roma ma sperabilmente anche altrove) si realizzi un "referendum"
tra i precari sull'esempio felice di Pisa. L'obiettivo e' far emergere dal basso
una realta' presente ovunque, portandola ad esprimersi sui propri bisogni piu'
impellenti, come e' avvenuto a Pisa. Si e' pensato che la seconda meta' di ottobre
puo' essere un periodo utile, con quattro mesi di preparazione a disposizione.
Il nodo di Pisa ha raccontato come il referendum li' abbia funzionato perche'
preceduto da assemblee e dibattiti nelle facolta' e nei dipartimenti e da una
intensa attivita' mediatico-comunicativa. Per la preparazione, dunque, e' necessario
che ci sia collaborazione tra i nodi, aiutandosi a vicenda nell'organizzare
e intervenire nelle occasioni pubbliche locali.
- una giornata di convegno e di valutazione dei risultati dei referendum in
assemblea. Pisa si e' candidata ad ospitare quest'iniziativa. E' un luogo chiave,
se non altro perche' da li' viene mezzo ministero. Inoltre, una cittadina universitaria
puo' essere piu' adatta all'uopo rispetto ad una grande citta' piena di palazzi
della politica e di politica da palazzo, di cui nessuno sente il bisogno. Infine,
a Pisa hanno gia' fatto il referendum e quindi avranno un po' piu' tempo
Per coordinarsi e organizzare insieme l'avvicinamento all'autunno, si e' deciso
di incontrarsi di nuovo l'8 luglio di pomeriggio a Roma per una chiacchierata
operativa: quel giorno, infatti, molti saranno a Roma per l'assemblea nazionale
sulla precarieta' indetta da CGIL, Cobas et al. L'incontro servira' SOLO ad
organizzare praticamente le iniziative autunnali, e non sara' sede di analisi
e discussione politica collettiva, per cui e' bene che ci siano poche persone
ma da molti gruppi diversi.
NOTE
(1) Sulle forme del reclutamento "straordinario" (per concorsi o per
ope legis?), c'e' stato un dibattito non ideologico nell'assemblea. Si riconoscono
i limiti di entrambe le metodologie (i concorsi sono truccati e lenti, l'ope
legis e' corporativa e rischia di riprodurre il "tappo") e si e' constatato
che serve una discussione piu' ampia tra noi..
(2) L'anagrafe governativa non deve sostituire censimenti, autoinchieste e referendum
che gia' stanno partendo a livello locale: solo con le iniziative locali, infatti,
si puo' indicare dal basso quali siano le categorie da includere sotto la voce
"precari", quali siano le situazioni piu' urgenti e smentire eventuali
censimenti istituzionali funzionali a questo o a quell'indirizzo governativo
in materia.